UV-C SYSTEMS


UV e COVID-19

La luce UV fornisce una rapida ed efficace inattivazione dei microrganismi attraverso un processo fisico. Quando batteri, virus e protozoi sono esposti alle lunghezze d'onda germicide della luce UV, vengono inibite le capacità di proliferazione ed infezione. I danni causati dai raggi UV agli acidi nucleici inducono l’inattivazione dei microrganismi. La luce UVC è stata ampiamente utilizzata per oltre 40 anni nella disinfezione di acqua potabile, acque reflue, aria, prodotti farmaceutici e superfici contro un'intera suite di agenti patogeni umani. Tutti i batteri e i virus testati finora (molte centinaia nel corso degli anni, compresi altri coronavirus) rispondono alla disinfezione UV.

 La luce UV, in particolare tra 200-280nm (UVC o intervallo germicida), inattiva almeno altri due coronavirus che sono quasi parenti del virus COVID-19: 1) SARS-CoV -1 e 2) MERS-CoV . Questa inattivazione è stata dimostrata in condizioni controllate in laboratorio. L'efficacia della luce UV dipende da fattori quali il tempo di esposizione e la capacità della luce UV di raggiungere i virus nell'acqua, nell'aria e nelle pieghe e fessure di materiali e superfici.

Vantaggi


- L'UV è un processo privo di sostanze chimiche.
- L'UV non richiede il trasporto, lo stoccaggio o la manipolazione di sostanze chimiche tossiche o corrosive: un vantaggio per la sicurezza di personale operante in impianti e la comunità circostante.
- L'UV può ridurre di oltre il 30% il rischio delle HAIs (Hospital Associated Infections).  
- L'UV rappresenta un potenziale efficace, economico e sicuro per la lotta contro le infezioni post-operatorie resistenti ai farmaci: in Italia il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un'infezione ospedaliera. Ogni anno si verificano 450-700 mila infezioni in italiani ricoverati in ospedale, soprattutto urinarie o della ferita chirurgica, ma anche polmoniti e sepsi. Di queste, circa il 30% sono potenzialmente prevenibili (135-210 mila), mentre si arriva al decesso nell' 1% dei casi (1.350-2.100)". Un quadro complicato anche dal fatto che i microbi possono sviluppare delle  esistenze ai farmaci, e quindi vanificare gli sforzi dei medici per trattare le infezioni. 
- I raggi UV sono altamente efficaci nell’inattivazione di una vasta gamma di microrganismi tra cui agenti patogeni resistenti al cloro come Cryptosporidium e Giardia.
- I raggi UV possono essere utilizzati per abbattere contaminanti chimici tossici congiuntamente ad un’azione disinfettante.
- L'UV annulla i rischi derivanti da omissioni o errori umani durante i processi di pulizia e disinfezione (sanificazione)
- L'UV ha un alto e rapido ROI (Return On Investiment) consentendo notevoli economie nell'impiego di personale, riducendo i tempi di processo e consentendo drastiche riduzioni delle spese di prodotti chimici.
- L'UV grazie al minore utilizzo di prodotti chimici agevola l'attuazione di politiche ecosostenibili.
- Il trattamento UV non crea sottoprodotti di disinfezione cancerogeni che potrebbero influire negativamente sulla qualità dell’ambiente.

I dispositivi di disinfezione UV-C sono sicuri?

Come qualsiasi sistema di disinfezione, i dispositivi UVC devono essere utilizzati correttamente per essere sicuri. Tutti producono quantità variabili di luce UVC molto più "forte" della luce solare normale che può provocare una grave reazione simile a una scottatura solare alla pelle e, allo stesso modo, potrebbe danneggiare la retina dell'occhio, se esposta. Alcuni dispositivi producono anche ozono come parte del loro ciclo, altri producono luce e calore come un saldatore ad arco, altri si muovono durante i loro cicli. Pertanto, la sicurezza generale uomo-macchina deve essere presa in considerazione con tutti i dispositivi di disinfezione e queste considerazioni devono essere affrontate nel manuale delle operazioni, nella formazione dell'utente e nella conformità di sicurezza appropriata.
 

 

APPLICAZIONI